Un tuffo in mare, avete presente?
Studi un attimo la situazione, scegli lo scoglio
meno pericoloso e via, ti lanci tra le onde.
Ecco, per me ogni servizio in ospedale
è una cosa del genere:
razionalmente ti prepari la valigia e qualche idea,
entri in corsia e organizzi la logistica
e poi ecco la prima stanza e…via.
Il mare è lì davanti, un mare fatto di umanità dolente
o speranzosa, ma comunque di umanità.
E in quel mare non mi stanco mai di tuffarmi,
anche se a volte le onde sono forti
e ti strapazzano un bel po’…

…ma soprattutto quel mare di storie,
raccontate o accennate,
lette nel velarsi di uno sguardo
e nell’illuminarsi di un sorriso,
che ancora mi trascina forte come il primo giorno
e non mi stanca.

Perché se del servizio coi bimbi tengo con me
la bellezza di quegli occhi ingenui,
di questi nonni non mi stanca mai conoscere
cosa ha fatto la vita con loro,
e impararne cose che non voglio vadano perse…

Clown Botolo
(Galliera, 12 Febbraio 2006)