...siamo entrati in punta di piedi…
due letti separati da una tenda…
dietro la tenda e nella penombra una ragazza
seduta sulla sedia, teneva la mano di suo padre,
attaccato all’ossigeno e ansimante…
Per non disturbare, ci siamo rivolti solo all'altro letto. Partendo quasi
sottovoce, in un crescendo di battute e risate quasi inarrestabile, ci siamo
trovati con un tono di voce così alto e con un animo così
leggero
che forse contrastava con la pesantezza che si viveva appena poco più
in là, dietro alla tenda…
Riflettendo per un attimo su questo contrasto, decidiamo
di abbassare il tono e di salutare con un regalino colorato…
Ed ecco a quel punto, puntuale come un orologio atomico, arrivare l’inaspettato:
mentre stiamo per uscire, scostando un poco la tenda, con la mano di suo
papà nella mano,
uno sguardo della ragazza ci invita a non lasciarla sola,
a fare sentire anche a lei e ancor più a lei
che la vita non è ancora finita,
che la morte fa paura ma fa parte della vita,
tanto quanto un claun che fa baccano nella stanza
e ci dice, quello sguardo, che anche lei ha il diritto
ed il piacere di godere di quel momento
di allegria e baccano.
Questo comunicavano i suoi occhi rossi e stanchi,
con una consapevolezza meravigliosa…
Clown Terence (Galliera, 12 Novembre 2007)